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– Domaggiore – (Per cominciare “in media res”) Ouverture.
Io sono un musicista, Mazy la mia psichiatra. Un giorno ci sposeremo e Padre Solino suonerà la marcia nuziale sul grande organo della cattedrale.
E tutto andrà bene.
Sarà bellissimo.

– Reminore – (Trionfale)
Anche al ristorante, quando vado a cena con la mia stella, non transigo. Voglio le parole, ne voglio tante e le voglio cucinate al punto giusto.
Le amo condite con olio d’affetto e succo di libidine, proprio come suggeriva la signora Silvana nel suo trattato “Le parole del buongustaio”.
Mi piace annusarne l’aroma per gustarle ancora prima di mangiarle.
Di solito le mastico lentamente, ma qualche volta le divoro con avidità.
Al cameriere chiedo sempre la lista dei cibi, poi leggo attentamente l’intero menù. Ne sfoglio le pagine passando in rassegna tutte le pietanze. E finalmente mi tuffo con passione.
Le parole procurano emozioni forti.
Ma Mazy non dice mai niente.
Ho imparato a nutrirmi dei preziosi succhi che inebriano le parole (i cosiddetti principi attivi: istruzione, cultura, conoscenza, comunicazione…), ma le emozioni… la vera essenza delle parole manca.
Amore, tesoro, stronzo maledetto, giustizia, libertà, condannato a riflettere, carretta di mare che affonda con i clandestini, lavoro minorile, bambine picchiate seviziate mutilate e prostituite.
Malato. Folle.
Peccato!
Dio del mare, demone del male, speranza e carità, denaro in borsa che va su e poi picchia giù, i poveri non mangiano e muoiono di freddo avvolti nei loro cartoni o bruciati dalla benzina. Che arde.
Leggo i nomi di tutti i piatti e mi diverto coi sottotitoli. Un elenco interminabile di ingredienti intriganti.

– Sempre Domaggiore, lievemente immalinconito da un Miminore – Il menù
,vola al vento al sugo di pisello
,teletina candita con gruscgott al rhun
,palline di tentigolo con salsa roxa
,cazzetti rossi a primavera
,capezzoli di venere a letto di attica
,ombeligo di danzatrice in valva d’ostrica
,labroni garniti con fruttine perviche
,baci di bupe alla donzilla virgin
,lecadine al vapore con tartufo montano
,culetti veloci in spuma’crodolge
,amore duro seccato al vento d’inverno.
Mi rigiro tra le mani il menù e nervosamente mi tocco il naso che spizza senza pace.
In clinica si mangia male da vomitare. C’è un rumore assordante. urli schiamazzi pianti a dirotto
.senza fiammiferi senza lacci e senza cravatta. perché hanno paura del suicidio.
Mazy indossa un vestitino molto delizioso e svolazzante. Si muove lungo il corridoio accompagnata dall’armonia di un’orchestra sinfonica. Danza e suona come le flessuose corde dell’arpa magica.
Ascolto la sua melodia. M’incanto e mi dispero.
Una volta mi cadde lo sguardo su un piatto esotico. Ne lessi gli ingredienti e decisi di sceglierlo per pranzo.
Ordinai il piatto e lo mangiai di gusto. Ma non era esotico.
La pupazza nigra non era quello che credevo!

– Soldiesis. Battere levare. Battere – (Dissonante) Alla tomba
,rederationem
,requiem
La morte non è che una tappa. Che cosa vuoi per cena visto che stanotte morirai… sesso viltà piedi rotti schiena curva tette nude culo a pezzi testa matta
,dal momento che sono morti tutti non è niente morire. Chiunque sia nato, dall’alba al tramonto, o è morto o morirà.
Da giovane volevo frequentare il conservatorio, ma fui bocciato perché ero schizzato. La morte rappresenta l’esperienza più consueta per l’uomo eppure non interessa a nessuno. Tutti se ne vorrebbero liberare. La negano per pochi cents, e senza successo.
In ospedale c’è una bara di zinco dietro l’angolo, sempre pronta per il corpo di chi è stato vinto.
La bara vuota mi fa più impressione di quella piena. Forse perché così potrebbe accogliere il mio corpo. Io non sono pronto, sono ancora immortale.

– E qui la musica cambia tono! Reminore. Attenuando di mezza ottava il canto – (Per disorientare l’ascoltatore, e per non annoiarlo) Arti e mestieri del passato
,il fabbro il ciabattino il ramaio il contadino, sono fritti perché la gente non vuole più soffrire. Così sono nati e cresciuti i disoccupati. Si sono moltiplicati e continueranno a proliferare a dismisura. I rapporti di coppia servono solo per godere e per scambiarsi reciproche accuse sull’angoscia di chi vive.
Mazy è laureata in medicina, ha due occhi verdi come laghetti di montagna, si sta specializzando in psichiatria.
Chissà se va in discoteca… chissà come balla.
Il prete fa l’imprenditore.
Dio fa sempre il suo mestiere. Fabbrica il mondo col suo alito caldo e dolce di melassa. Ma qualche volta sbaglia. Parla con Maria e si circonda di personale ben addestrato (come San Francesco e Madre Teresa). Gli altri giù all’inferno. Dove si mangia e si gode ma poi si scoppia di colesterolo.
Qualche volta Dio sbaglia e fabbrica uno come me.
Fare il musicista è troppo forte ma è veramente difficile. Si deve studiare e ci vogliono mani affusolate come quelle della psichiatra, non rattrappite come le mie.
Io sono nato nel Medio Evo e morirò nel postmoderno, epoca in cui prevale la totalizzazione del mercato e il tentativo truffaldino di costruire il villaggio globale. La musica è universale e riesce a passare attraverso. Il resto non c’è.
Intanto la foresta pluviale continua a regredire mentre gl’indios vanno a frequentare le trattorie della zona.

– Questa la metterei in Solsettima. Un tono drammatico. Due in battere tre in levare e una di resto. Un sogno da pazzo – A Copacabana
stavamo tutti sulla spiaggia. dinotte. io ero distante dagli altri cera anche Mazy, col suo bel faccione e con le chiappe. indossava un pareo azzurro che le si vedeva tutto
anche le tonsille
a un certo punto tutti si fermano a parlare. zitti
quasi muti
come un cerchio di pecore dopo aver brucato. con la testa china verso il centro del cerchio
come dei sacerdoti all’inferno
Ho paura dell’angoscia così mi metto a fischiare per sdrammatizzare ma loro mi fanno sapere senza parlare che non devo interrompere il loro giuramento
fu così che mi svegliai per fortuna perché quell’incubo mi stava stressando
sempre in Solsettima. Ascoltai la musica sonora del sottofondo musicale per tutta la giornata.
Mazy fa psichiatria musicale. Canta sempre con tutta la sua pelle. I suoi capelli volano in Remaggiore, le tette danzano in Lasettima, le chiappe prorompono nella sinfonia mozartiana, mi sembra in Reminore. Mi sembra.
I suoi occhi sciolgono il mio corpo in Labemollemaggiore. Un gran finale davvero!
Ho paura che non sarà mai mia.

– Sul galoppante. Un veloce e sinuoso Lamaggiore – Ancora in ristorante
negli USA quando entri in un coffee shop non fai in tempo a sederti che già ti sbattono davanti un grande bicchierone pienopieno d’acqua e ghiaccio. Perché prima di capire che vuoi una bistecca devi bere l’acqua col ghiaccio. Hai fatto tanta strada. Sei venuto dall’Est e vai verso il West.
On the road. con sharon stone e la bella jennifer lopez che assomiglia alla mia Mazy
shania twain come un leopardo nel deserto e le sfortunate spicec girls che sono sempre incinte
tutto è nella carta, niente è reale, tutto sta dentrodentro nel video
;la terapia del dolore, inutili farmaci dirompenti nella testa e nello stomaco,
psicolettico da 2 miligrammi, ipnotico da un’emezzo, anziolidico da duevirgolacinque.
Elettroschock. Ogni tanto.
Ne hai fatta di strada… La dignità d’alto bordo? Una troia con la testa tra le nuvole. Mia nonna puttana. Mia madre di neve. Mio padre sconosciuto.
Io sono pazzo. Dice la psichiatra.
Scrivo sulla carta igienica con un mozzico di matita rubata all’infermiera.
Tu, invece hai i piedi per terra. Sai il fatto tuo perché hai vissuto una vita da maschio. Perciò fai l’infermiera.
La differenza è che Mazy ha un bel culo. Tu no.
A te cadono le mutande. L’ho visto ieri mentre ti mettevi il camice.

– Miminore – (Perché questa è un’altra esperienza) Sparare
è necessario riflettere un po’ prima di tirare. Poi premi il grilletto con dolcezza accompagnando col respiro la pressione del polpastrello.
La linea di tiro sul bersaglio nel mirino, la canna rigata gira e la pallottola che si avvita nell’aria. Va dritta al cuore.
Espirare. Inspirare. Con fluida continuità.
Insulinocomaterapia. Una volta sola.
Per ora mi trovo da un mese accidentalmente parcheggiato in clinica psichiatrica. Mi capita di fermarmi periodicamente qui dentro a causa della mia cattiva reputazione.
Ho paura di essere relegato nel recesso più remoto della sua mente. Io da giovane facevo il musicista. Mazy è giovane e bella.
Anche lei è una musicista. Danza lungo il corridoio come una fata sotto la pioggia.
Mazy è bionda e stupenda. Ma non mi calcola nemmeno (come mia madre e mia sorella).
Intanto navigo nella merda. Fino al collo. Fin sopra la testa.
Domaggiore, Solsettima, Miminore, Remaggiore, Sibemolle…
la… lalala… lala…
battere levare battere battere levare
Nello stanzino di servizio ho preso una cintura da un morbido accappatoio di spugna. E’ rosa delicato. Sono certo che appartiene a lei.
Vorrei dormire… ninna… nanna… ninna… ohoh… oh…
Vorrei dormire e sognare. Mazy!
Inspirare espirare ,
Spirare.
Con la spugna intorno al collo. la melodia nel gargarozzo
E le parole ‘n bocca.
Con la terra negli occhi.
ancora aperti
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