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Nudità

Mario Trovarelli, Il menestrello
NUDITA’ – racconti struggenti
UNI Service Editore, Trento

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I racconti presentati in questo volume tracciano un itinerario nella dimensione del dolore. E della morte.

Il dolore è vita e amore, non è mai fine a se stesso. Un prezioso segnale che ci permette di percepire adeguatamente la realtà.

La presenza di recettori dolorifici, nel corpo e nella mente, ci induce a prestare attenzione e ci protegge dalle numerose insidie dell’esistenza.

Non si può eliminare la sofferenza, né eluderla. Attraversandola si impara a diventare più forti.

Il processo di guarigione percorre questo sentiero. Dopo il tunnel del dolore c’è la collina della gioia. Al contrario, negazione e repressione producono angoscia. Un mare oscuro di malattia e di agonia che ristagna senza speranza.

Ognuno di questi racconti è una ferita. Ciascuno di essi conduce al compimento naturale, la morte! Un percorso crudele dunque. Presentato attraverso una narrazione espressiva.

Non a caso, leggendo queste pagine, si ha talvolta l’impressione di stare in un sogno o distesi sul lettino dello psicoanalista. Per mettere l’anima a nudo.

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Indice

Presentazione … pag. 7
Autocertificazione … pag. 11
Calanchi … pag. 18
Carnevale a Venezia … pag. 20
Dopo il crepuscolo … pag. 24
Fame di niente … pag. 30
Figlia di guerra … pag. 35
Il male… non proprio oscuro … pag. 48
Il primo volo … pag. 57
Il santone e la medusa … pag. 60
Il volo delle pojane … pag. 67
Il volo in formazione … pag. 72
L’esordiente … pag. 80
L’ultimo volo … pag. 86
La casa dei morti … pag. 92
La collina del silenzio … pag. 94
La Riva Destra … pag. 97
Lettera dalla prigione … pag. 100
Magnitudo cinque punto otto … pag. 109
Natale al parco … pag. 115
Pescatrici di perle … pag. 119
Qui su Muliphen … pag. 128
Se morisse la mamma … pag. 134
Separazione dolorosa … pag. 138
Un aeroplano per amico … pag. 140
Un volo drammatico … pag. 147
Una ragazza d’altri tempi … pag. 154
L’autore … pag. 159

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Presentazione

In un mondo che tende all’anestesia, e all’utopia dell’immagine, propongo un viaggio controcorrente.

Un’escursione tra contenuti e vicissitudini che caratterizzano la vita interiore.

Un percorso profondo che trova negli eventi fondamentali dell’esistenza (la nascita, la vita, la fatica, il dolore, l’amore, la morte) gli appigli concreti per renderne possibile e fruibile la comunicazione.

Un itinerario crudele che tende a smascherare la percezione soggettiva delle falde più nascoste, piuttosto che valorizzare la chimera dell’esteriorità.

La mia è una narrazione espressiva. Questi racconti dipingono luci e suoni sulla tavolozza della fantasia usando i colori drammatici delle emozioni e dei sentimenti.

Non a caso, attraversando queste pagine, si ha talvolta l’impressione di stare in un sogno o distesi sul lettino dello psicoanalista.

E nella narrazione espressiva, come in psicoanalisi e nel sogno, gli avvenimenti della vita materiale servono unicamente come utili pretesti, o metafore, per mirare alla scoperta dei processi inconsci.

I racconti presentati in questo volume trattano di tante vicende. Ma la loro finalità più autentica è quella di accendere atmosfere.

Le parole sono un veicolo, il loro significato dipende dal clima che riescono a creare, e nel quale poi si muovono.

Le tonalità delle mie storie sono intense perché mettono a nudo gli abissi sterminati della mente. E’ come se il blu oceanico venisse prosciugato e i fondali marini esibiti come carni vive di un corpo senza pelle. Una sconfinata ferita esposta e indecente. Dolorosissima.

La narrativa è il luogo di tutte le situazioni possibili. Perciò non è necessario che le vicende raccontate corrispondano ad episodi concretamente accaduti. Da qualche parte nel mondo, o in qualche epoca vicina o lontana, queste cose sono successe o accadranno. I processi dolorosi che stanno alla base di ogni avvenimento, tuttavia, sono perennemente presenti e attivi nell’animo di ciascuno.

I sentimenti sono universali. Perciò il dolore del bambino è simile a quello di un vecchio. La gioia di una donna del passato assomiglia inesorabilmente a quella di un uomo del presente. E così via.

Gli esseri umani, unici e irripetibili per molti versi, sono tutti foggiati di un impasto comune. Più differenti se osservati da fuori, più simili se guardati dentro. Per cui una carezza, alla fine, fa bene a chiunque. Un insulto fa sempre male.

Per queste ragioni posso scrivere con la mia voce vera o con la voce di chiunque.

La vita è un bene condiviso. Essa si sostiene con l’amore, e l’amore col dolore.

Vita-amore-dolore, dunque, sono tre facce della stessa realtà. Tre dimensioni inscindibili.

Nella narrazione espressiva, come nell’analisi, queste dimensioni vengono in evidenza fino a pungere l’autore, o l’analista, prima ancora che il lettore o il paziente.

Questi miei racconti assumono aspetti e registri diversi. A volte drammatici, altre volte apparentemente caotici, altre ancora pacati come fiumi che stanno per unirsi al mare.

Il fatto è che le logiche di questa modalità espressiva sono del tutto peculiari. Perché peculiare è la profondità da cui il materiale narrato proviene.

Le chiavi d’accesso all’inconscio sono prerogativa della psicoanalisi. Perciò, chi ha fatto esperienza di un trattamento psicoanalitico, sa che la seduta di analisi assomiglia al sogno, alla fantasia. A volte anche al delirio.

E ai miei racconti.

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