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La chiamano “la mamma del mare:

“Dormi dormi bimbo di mamma
tra le mie ali fai la nanna
la tua mamma ti ama col cuore
fai la nanna bimbo d’amore.”

Si dice sia innocua.
Che sia mite.
Accetta e adora. Afferra.
Si occupa dei piccoli.
Alimenta e allatta.
Alleva.
Si annulla.
Bada.

Passa la maggior parte del suo tempo adagiata sul fondo, sulla sabbia o nascosta tra i coralli.
E’ considerata inoffensiva, al punto che i bambini di alcune popolazioni del Pacifico imparano a nuotare attaccandosi alla sua coda.

Si nutre.
E nutre.
Percorre il mare con la bocca spalancata a caccia di plancton.
Apre le sue fauci delicate lasciandosi penetrare dal mare. Non fa del male a nessuno.
E’ lenta. Appare pigra come una gatta.
Anche se catturata con l’amo o con l’arpione, quasi non oppone resistenza.
E’ morbida.
Mansueta e docile.
Si occupa dei cuccioli.
Non attacca e non preda.

Non preda…

Ma la tua dolcezza…
Leggiadro il tuo volto e suggestivo. La voce coinvolgente. Le mani agevolmente affusolate e appena mosse, a disegnare piccole evoluzioni affascinanti.
La fronte. Gli occhi.
La tua folta capigliatura.
Sempre in ordine.

Peccato tu non sia una squala nutrice.
No. Tu non sei nemmeno una nutrice.
Forse sei soltanto una squalona.
Un’enorme, gigantesca pescecane.

Mamma!

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