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Il menestrello intervista Mario Trovarelli

Il menestrello:
Buongiorno Dottore.

Mario Trovarelli:
Ciao menestrello. Come butta?

Il menestrello:
Butta bene, grazie. E Lei?

Mario Trovarelli:
Bene. Sono felice per te.
Ma cerchiamo di sbrigarci, sai che ho molti impegni e non ho tempo da buttar via.

Il menestrello:
Ma certo Dottore. Faremo in pochi minuti.
Innanzitutto lasci che La ringrazi per l’onore che ha voluto concedermi rilasciando questa intervista.
E comincio con la prima domanda.
Io so, noi tutti sappiamo, e lo sa tutto il mondo, quanto numerose siano state le esperienze che Lei ha attraversato nel corso della Sua esistenza.
Tutte molto ricche, belle ed entusiasmanti.
Mi vuole raccontare qualche episodio particolare che ricorda con più nostalgia?

Mario Trovarelli:
Ma che nostalgia e nostalgia… io non provo mai nostalgia per le cose della mia vita. Il passato non esiste. C’è solo un sempre che si implementa dinamicamente nella mente. E quando voglio, posso ricreare tutte le condizioni che hanno dato luogo alle mie attività e alle mie esperienze.

Il menestrello:
Capisco.

Mario Trovarelli:
Tuttavia posso dirti, ma questo lo sanno tutti, che a scuola sono sempre andato benissimo. Sin dalle prime classi delle elementari ho avuto ottimi voti. E così fino all’ultima classe, quella del diploma di scuola media superiore.

Il menestrello:
Non avevo dubbi. Lei è il Migliore in assoluto.
Un episodio della sua vita scolastica?

Mario Trovarelli:
Va bene.
La mia scuola superiore si trovava al margine estremo della grande Villa Comunale di Chieti. Ed era affiancata da una strada che dava sulla vallata che dalla campagna di Chieti saliva fino alla Majella.
Al mattino, prima di entrare a scuola, mi soffermavo a lungo sul ciglio di quella strada. Ad ammirare la valle e la montagna.
Mi vedevo a bordo del mio potente velivolo mentre sfrecciavo a mach 1 sulle nevi eterne del Monte Amaro rasentando la parete orientale della Majella per poi buttarmi a capofitto giù fino alla Pescara.
Mi sentivo ammirato per quello che sono: un eroe!

Il menestrello:
Capisco. Un eroe… già a diciassette anni…
E poi ha volato veramente…

Mario Trovarelli:
Certo che ho volato.
Primo del corso piloti militari e sempre sulla cresta dell’onda come pilota di linea.
Poi mi sono laureato e specializzato. Il resto è cronaca contamporanea. Sono diventato il miglior professionista, un apprezzato scrittore di saggi e di narrativa, ma non sono ancora del tutto soddisfatto. Perciò ho ripreso a studiare fisica all’università con l’obiettivo di laurearmi in astrofisica.

Il menestrello:
Mamma mia! Impressionante.
Ma mi tolga una curiosità. C’è, o c’è mai stata, qualcosa in cui non abbia avuto successo?

Mario Trovarelli:
Mah… veramente non saprei… non ricordo…

Il menestrello:
Provi.

Mario Trovarelli:
Beh… sì, una cosa c’è. Ma non mi dà alcun fastidio.

Il menestrello:
Me la vuole raccontare?

Mario Trovarelli:
Vedi, ho praticato la pesca subacquea, l’equitazione, sono stato campione cittadino di scacchi a soli sedici anni e ho suonato per anni la chitarra classica…

Il menestrello:
Ma questi mi sembrano dei successi…
Un insuccesso?

Mario Trovarelli:
No… sì, questi sono successi. Ma mentre facevo tutte quelle cose mi sentivo solo.

Il menestrello:
Lei solo?
Ma sta scherzando?

Mario Trovarelli:
No.
Ho avuto, e ho ancora, stormi di ammiratori, ammiratrici, amici, parenti, lettori, studenti, allievi, gregari… Tutti mi hanno seguito e ascoltato con attenzione.
Ma io… ecco… io non sono mai stato amato.

Il menestrello:
Non è mai stato amato!?

Mario Trovarelli:
Infatti.
Perché una cosa non l’ho mai imparata bene. Non ho mai saputo amare.