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Vuoi costruire un bel castello?

Un’impresa assai gravosa per un tipo tanto scarso.

Ma che ricca quest’idea!

E’ davvero molto bello aver fortezze ben munite.

Tante cose sono buone, ma talvolta in ver pazzesche.

Tu non riesci a dire questo. Non vorresti mai ferire.

Hai l’ardire d’un vigliacco.

Quel che fai deve valere. Dev’esser sempre per qualcosa.

A vantaggio di qualcuno.

Sempre, sempre devi donare.

Ma stavolta devi fare un rifugio tutto tuo.

Devi farlo proprio adesso.

Un castello restaurato. Il mausoleo per la storia.

Ed ecco dunque il gran progetto:

due spicchi d’amarezza,
quattro gocce di tristezza,
un pugno d’odio tutto trito,
solo un giro di veleno,
un buon pizzico d’angoscia,
una manciata d’ansia pura,
quattro attacchi di dolore,
una spruzzata di rancore,
tanto… tanto malumore,
anche un po’ d’irritazione.
Tre cucchiai di paura.

Metti tutto in una coppa. Ma che sia immonda e lercia.

Poi recati nel bosco in una notte di tregenda.

E nel mezzo di Natura, trangugia tutta la pozione in un’unica sorsata.

E sta’ piegato giù in terra… in ginocchio come un vinto!

Piangi… piangi quel che puoi.

Urla cazzo menestrello. Grida. E proclama il tuo dolore.

Questa volta non ce l’hai. Non ce l’hai l’asso che vince.

Sei solo e lo sarai. I tuoi compagni sono morti.

E tu non devi viver più.

Ma infine fa’ il castello, perché sia un gran sepolcro.

Per morire e per svanire….

E adesso muori. Finalmente!

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