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La conoscete la parabola dei talenti? Io sì, la ricordo benissimo.

Ma fingo di dimenticarla. Perché temo d’incappare nel rigore di chi mi chiederà ragione di come li ho spesi. I miei talenti.

Perché temo d’averli sperperati. I miei talenti.

Ma stanotte ho sognato Dio.

Sì… proprio Lui, Quello che abita dentro la chiesa della parrocchia. Quello che preghiamo quando siamo bisognosi e imprechiamo quando le cose non ci vanno troppo bene e dobbiamo incolpare qualcuno della nostra sfiga.

Non mi ha detto niente. Se ne stava lì senza parlare. E mi guardava… mi scrutava con eloquente benevolenza.

Ma con imbarazzante fermezza.

Io ero impacciato. Davanti a Lui, sapete… l’Onnipotente, non capivo… proprio non sapevo che pesci pigliare.

Così anch’io tacevo. E via via che il sogno procedeva, cominciarono a venirmi in mente pensieri fantasie e ricordi…

A un certo punto ho preso coraggio e L’ho guardato dritto negli occhi.

Lui mi guardava, io Lo guardavo.

E stetti in silenzio fino al momento in cui compresi la ragione di quell’apparizione.

Era venuto a prendermi. E a chiedermi ragione dei miei talenti.

Allora rabbrividii dal terrore, e caddi in ginocchio in lacrime implorandolo di concedermi un giorno ancora. Un giorno solo.

Lui annuì. Inaspettatamente mi concesse quel giorno.

E adesso me ne sto qui in Rio Ospo, seduto in riva al mare di Trieste, in attesa che qualcuno chieda aiuto… qualche sventurato che stia per affogare e che mi dia la possibilità di salvarlo.

Così che io possa almeno in extremis recuperare un po’ di valore agli occhi del Signore.

Ma è sera, e ormai nessuno entra più in acqua per nuotare. E io temo di restare senza punti da esibire al Creatore per giustificare lo sperpero dei numerosi talenti ricevuti in dono tanti anni fa. Quando nacqui da una bionda ragazza abruzzese e da un carabiniere del Re.

A mezzanotte dunque scoccherà l’ora. E io non avrò salvato nessuno dalla morte, e mi presenterò senza meriti alla resa dei conti.

Allora non mi resterà che rattristarmi, e affidarmi alla Sua Misericordia.

Amen

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