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Confiteor Dei Onnipotenti… confesso a Dio Onnipotente…

Com’è dolce il sugo di pomodoro. Quello che non mi è mai piaciuto. Com’è bella la signora Dormunda, che col suo strano nome e la sua faccia incazzata è la persona più acida del rione.

Come tutto mi appare meraviglioso da questa estremità del tempo. Anche le cose più brutte mi sembrano bellissime. Perché sono vive.

Confiteor Dei Onnipotenti… confesso a Dio Onnipotente d’aver paura!

Com’è bello il vento che mi taglia la faccia d’inverno, com’è bella la nebbia che mi chiude i polmoni in autunno… com’è bello il mondo. Tutto quello che è stato creato per me ma che presto non m’apparterrà più.

Confesso d’aver paura!

Chi teme l’abisso non gode della Grazia. Lo so. Perché sono un peccatore.

Confiteor Deo omnipotenti, et vobis, fratres, quia peccavi nimis cogitatione, verbo et opere et omissione…

Confesso a tutti d’aver barato. Mi sono fatto credere buono da amici e nemici. Ma ora che sono in questa stanza d’ospedale confesso d’aver rubato come i ladri e d’aver ucciso come gli assassini. Confesso d’aver odiato come i sadici e di essermi gonfiato il petto coi narcisi.

Ho fatto tutto il male del mondo ogni volta che ho creduto e ho lasciato credere d’esser buono.

…mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.

Affido la mia confessione al vento tiepido che fu creato per carezzarmi il volto e per lenire il mio dolore.

Affido le mie parole all’acqua cristallina che sgorga leggera dalla roccia per dissetare il viandante.

Affido il mio dolore grande al Tuo cuore di mamma perché Tu possa vedere in esso qualche piccolo merito.

La mia vergogna è grande nel chiederti la vita. A Te, che hai visto morire il Figlio!

Ma io ho paura. Perché sono un ingordo della vita (e forse per questo sarò punito). E non voglio morire.

Confesso d’aver rubato coi ladri e d’aver ammazzato con gl’assassini. Confesso d’aver odiato coi sadici e d’essermi gonfiato il petto coi narcisi.

Confesso d’aver fatto tutto il male del mondo ogni volta che ho creduto e ho lasciato credere d’esser santo.

So che non merito il perdono, né la vita.

Ma io sono un ingordo della vita e Ti chiedo sia l’uno che l’altra.

Prometto di meritare. Prometto… prometto… prometto…

Anche Gesù temette e Pietro tradì. Eppure Egli era Dio e il discepolo divenne Vicario.

Anch’io voglio la mia parte di premio!

Premio per cosa! Per quale merito…

Padre mio che sei nei cieli… Padre Onnipotente, non girarti dall’altra parte. Ti prego.

Lord Jesus Christ, eternal king, God and man, crucified for mankind, look upon me with mercy and hear my prayer, for I trust in you.

Quante notti ho guardato le stelle. Quante volte le ho ammirate sognando.

Stolta la mia mente che credeva di poter restare quaggiù in eterno. Quante volte ho guardato il Cielo con ribellione… Ora canto la Tua gloria perché mi hai toccato e mi hai fatto male. Forse hai voluto ricordarmi la mia miseria.

Pater noster, qui es in cælis, sanctificetur nomen tuum. Adveniat regnum tuum. Fiat voluntas tua.

Appena qualche giorno fa ero un uomo. E mi sentivo vivo.

Poi qualcuno mi ha detto che ho il cancro. Ma io non sto male. Non sento alcun dolore.

No… non è vero. Sto ancora barando!

Ho la febbre tutti i giorni.

Non si può avere il cancro per caso. Non io.

Ave Maria, gratia plena; Dominus tecum: benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui Jesu.

O Vergine Maria, io ho famiglia.

Sì, lo so. Anche Tu l’avevi quando la stoltezza degli uomini Ti tolse il figlio.

Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostræ.

Vedo scorrere la mia vita come in un film.

Parlo con le persone. Mangio. Fingo di dormire. Guardo la televisione. Cerco di essere normale. Come sempre.

A volte ci riesco.

Poi la febbre mi richiama alla coscienza il destino.

Vorrei possedere il rewind. Come dice il cantante che vorrebbe usarlo per amare in eterno la sua donna.

Io lo userei per riavvolgere la matassa del mio tempo e per cambiare tutto quello che ho sbagliato.

Vorrei cambiare in amore tutto l’odio che ho provato. Vorrei cambiare in fiducia tutta la diffidenza, in attività la pigrizia, in gioia il piacere.

O Dio. Dio mio…

Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum.

Vorrei essere perdonato per i miei peccati. Vorrei continuare a vivere. Vorrei essere graziato. Vorrei guarire miracolosamente.

Ho fallito perché non sono riuscito a fare dell’amore la mia unica bandiera. E mi sono attaccato al mondo più del dovuto. Mi sono sentito forte e ho sfidato il Creatore.

O Mater pietatis et misericordiae, beatissima Virgo Maria, ego miser et indignus peccator ad te confugio toto corde et affectu; et precor pietatem tuam, ut, sicut dulcissimo Filio tuo in Cruce pendenti astitisti, ita et mihi, misero peccatori, clementer adsistere digneris, ut, tua gratia adiuti.

Un ricordo dolce e struggente si presenta nell’aria.

La processione del venerdì santo nella mia città d’Abruzzo.

E’ sera. All’imbrunire le serrande dei negozi si abbassano in onore del dolore della Mamma.

Io mi metto in ascolto con commozione. E il lamento straziante di quattrocento violini col canto suggestivo e potente di altrettanti cantori mi entra nel petto mentre osservo la Mamma in lutto portata a spalla dagli uomini delle confraternite.

Segue, austera e dolorante, il figlio ucciso. Col cuore spezzato di mamma che ha perduto il bene più prezioso.

Ma Essa sa che Egli risorgerà. La mia fede, al contrario, non è sufficiente. Io non sono certo di risorgere, perché sono un peccatore. Perciò temo di precipitare nell’eterna dannazione.

Vi prego amici e nemici che lascio su questa terra. Vi prego… una preghiera per me: “Requiem aeternam done eis, Domine, et lux perpetua luceat eis. Requiescat in pace. Amen”

De profundis clamavi ad te, Domine: Dornine, exaudi vocem meam. Fiant aures tuae intendentes in vocem deprecationis meae.

Dal profondo a Te grido, o Signore;

Signore, ascolta la mia voce. Siano i Tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera.

Salva la mia vita Signore. Non è per me che chiedo ma per quelli che hanno ancora bisogno della mia presenza.

Ma se il mio destino è segnato allora pregherò come imparai dalla mia nonna contadina: “Confiteor Deo omnipotenti, beatae Mariae semper Virgini, beato Michaeli Archangelo, beato Ioanni Baptistae, sanctis Apostolis Petro et Paulo, et omnibus Sanctis, quia peccavi nimis cogitatione, verbo et opere: mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Ideo precor beatam Mariam semper Virginem, beatum Michaelem Archangelum, beatum Ioannem Baptistam, sanctos Apostolos Petrum et Paulum, et omnes Sanctos, orare pro me ad Dominum Deum nostrum”.

Ho pensato che la confessione mi farà bene. E forse mi farà guarire. Vorrei continuare a fare il furbo. Ma non so più come si fa.

Sono alla resa dei conti.

Perciò mi confesso, sperando d’esser perdonato.

…mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.

Ho paura perché sono un uomo.

E perché domani sarò operato di cancro.

Amen.

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