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T’annunci con l’arcobaleno.

Cristalli di luce radiosa scompongono in ardenti bagliori i lampi guizzanti del tuo corpo splendente.

All’ombra di te ascolto i messaggi che la Natura mi offre.

Con occhi rapiti mi beo e m’illudo.

E colgo i tuoi frutti. Che sono di tutti.

Sensazione d’offerta. Offerta opulenta. Proposta d’amore.

Mi percepisco ottimista. In fondo ci sei, e sarai anche mia.

Mi lascio sedurre dalle tue linee calde, che intravedo là dentro. Nel vestito un po’ aperto. Delicatamente discinto.

Ritorni bambina, indietro nel tempo. Per vivere oggi quel ch’è mai accaduto. Né potrà esser più. Per prenderti adesso le cose che brami, che tu mi darai. E che io amerò.

In laguna risplendi. Fai riti e magie. Disegni figure.

L’acqua ti specchia un volto d’amore, di velluto soave, mentre stretta nei jeans, dischiusi fin là, ti sporgi alla riva.

Abbronzata dovunque, per l’intera stagione, t’aggrappi alle cose che hai lasciato laggiù. Nel tuo passato di stella.

Nuvole rosa t’adornano il volto.

Cerchi attenzione. L’ammirazione di tutti.

Amica lucente di splendore vestita, mi mostri le cosce, ti scopri le tette. Mi sommergi di te.

Mi entusiasmo di fuoco… delicati occhi neri!

Sei profumo elegante. Hai il sapore dei fiori. Sei fragrante Natura. Un bouquet da regalo. Avvolta per me in aroma deciso.

Ma dove ti celi, e nascondi le grazie quando sei via da me?

Ti penso danzare tra i fiori e le stelle. Perfetta e divina. In equilibrio assoluto. Da sera a mattina.

Nell’acqua di notte, nell’aria di giorno.

Ti sogno elargire emozioni amorose. Inneschi le micce che lanci nel cosmo.

Temo davvero di perdere i sensi.

Se mi lascio privare della buona coscienza, diventi strumento di morte sicura.

Sciami soavi ti seguono in coro.

Gli occhi di mamma trasmettono amore. Chissà tua madre com’è cristallina.

Un giorno in montagna, lo dicesti ier l’altro, strappasti lo squarcio che essa ti dette.

Non seminavi meloni, né interravi patate.

Respiravi Natura per modellare il tuo corpo. Ordigno fatale che cattura e che uccide. Le prede d’amore.

Il latte materno ti dona vigore. Perciò non incontra il tuo sangue di donna. Per non inquinarsi né ora né mai.

Tu nascondi in cantina pozioni stregate. Commistioni infernali d’amori e d’incanti, destinati a mutare in mostruosi strumenti elementi vitali di ragazza sublime.

Ma oggi sei qui. E il giorno s’adorna del tuo sapore d’agrumi. Il mondo s’inchina alla tua fine eleganza, perché sei dolce carezza di brezza sottile. E mi riesce difficile saperti una strega.

Ogni tuo gesto diventa un balletto, e ogni parola un canto sublime. Forse fai trucchi con sguardi felini. Ad effetto sicuro, effetto ammaliante. Indossi le cose con geniale sapienza.

Ormai non assumi più latte da tempo. Ma solo vin santo e spumante di marca. Metti spillette e merletto dorato, o scarlatto corallo.

Mi chiedo davvero se fosti dipinta da un’artista fatato.

Fantasia che allevia. E sopisce il dolore. Illumini il buio ancor più della luna.

Amica stupenda. Devo andare e osare.

C’è chi avanza di testa. Chi si vende per poco.

C’è chi chiede e chi attende.

Io lotto con me per prendere te, e le cose che hai.

Le voglio per me, perché sono malato, malato di te.

Io con te devo agire. Saziarmi di donna e abbagliarmi d’amica.

Vieni in laguna, ti dissero un giorno, ti faremo l’amore. Me l’hai detto tu stessa.

Fu così che diventasti un po’ assente e confusa. Analfabeta d’amore. Illetterata d’affetto.

Sapore di nuvola. Armonia di spezie, esotiche erotiche e rare. Sfumature caldissime ti sfiorano il seno che prezioso s’abbozza.

Pastrano di nonna t’avvolse da bimba. Mentre unite andavate nel vento di Bora.

Mi commuovi e mi turbi. M’appassioni un casino.

Perciò io ti voglio.

E ti avrò. Io lo so.

E devo decidermi.

Mia, e per sempre!

E finalmente irrompo nel sapore di mare col mio legno bramoso d’essenza pregiata!

Brindo il tuo liquor dolcissimo e forte.

Ma subito… subito dopo… un inferno crudele.

Ragazza fiorita che indossi i tuoi frutti. Ti fidi del vuoto cantando nel blu. Mentre tutto s’infrange di dentro e di fuori.

Intimo raffinato grigioperla intrigante. Sinonimo olfattivo di proposta speciale dalla pelle matura e la carne polposa. Al prezzo scontato d’un’offerta sicura che rende accessibile il consumo anche a me. Che son povero e gretto.

Profumata d’incuria e di tanto torpore. Fai cerchi e figure ad effetto speciale.

Risultato sicuro.

Capelli bruniti da’ riflessi di seta. M’hai tolto la pelle. E l’anima intera.

Ordigno di morte.

La tua bellezza cos’è…

Sei solo una scatola con l’anima vana. Una confezione regalo.

Sensazione d’offerta. Offerta violenta. Offerta di niente.

Uno scrigno di ferro dove metti ogni inganno.

Là dentro adesso… là dentro hai messo anche me.

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